Ogni settimana, mettiamo in circolo due libri, uno di letteratura per gli adulti e un altro di letteratura per l’infanzia e per l’adolescenza. Ad unirli una parola, un luogo, un ricordo o una domanda.
#01 LibriInCircolo

- Elisabeth Åsbrink, MADE IN SWEDEN, le parole che hanno fatto la Svezia, Iperborea, 2021.
Tra le 50 parole che l’autrice ha scelto per raccontare la Svezia e il suo variegato, sensazionale universo, salviamo la nostra: Ellen Key.
Nel 1900 scrive Il Secolo dei fanciulli (tradotto in 26 lingue), racconta i bambini e le bambine come individui dotati di una specificità, con diritti e doveri inviolabili quanto quelli dei grandi. Tra le sue ammiratrici vi furono Astrid Lindgren e Maria Montessori, profondamente ispirate dall’idea che i bambini e le bambine non dovessero essere soggiogati né costretti a imparare e ad agire secondo programmi prestabiliti.
- Helena Hedlund, IL BELLO DI KERSTIN, illustrazioni di Katarina Strömgård, La Nuova Frontiera Junior, 2025.
Kerstin ha 7 anni e i capelli color oro, come il colore degli oggetti che colleziona. Kerstin non agisce in gregge, come da programma, non si omologa all’infanzia a cui siamo abituati, quella rassicurante e meno complessa, ma vive di contraddizioni, bugie e contrasti. Alla ricerca del suo posto nel mondo e di un equilibrio da raggiungere, è una bambina reale perciò bugiarda, commette errori, desidera stare da sola, all’aperto, a giocare e pensare. Il mondo degli adulti ascolta, è attento, aiuta, o almeno ci prova, ad avere fiducia nelle capacità personali di Kerstin, a lasciare che agisca, si muova, impari e si formi attraverso attività autonome, competenti, e più o meno consapevoli. Kerstin sarebbe l’amica ideale di Emil o di Pippi Calzelunghe.

#02 LibriInCircolo

«Se in basso c’è troppa folla, tu punta in alto». È il motto in casa di Beah E. Richards, attrice, poetessa, attivista politica della comunità afroamericana negli anni ’50. Uno dei suoi testi poetici più famosi, recita Keep Climbing, Girls!
«Continuate a salire, ragazze, il sentiero della vita va su e su, e non giù».
La prima delle storie raccontate in
- Laura Leonelli, IO NON SCENDO. Storie di donne che salgono sugli alberi e guardano lontano, Postcart Edizioni, 2023
è quella di Eva: avrebbe potuto salire su qualunque albero del paradiso per crescere e aprirsi alla vita, dai rami più alti dell’albero avrebbe potuto contemplare la vastità, invece, è diventata la donna da maledire.
C’è chi, come Pippi Calzelunghe, raggiunge la cima di un albero e grida: «Cose dell’altro mondo!».
C’è chi, come Simone de Beauvoir, gli alberi li enumera e li osserva da lontano, ma non vi salirà mai, perché la madre glielo proibisce.
Chi, come Louisa May Alcott, sostiene di non poter essere amica di una bambina che non sappia arrampicarsi sugli alberi.
Sono tante le storie di donne famose e conosciute che hanno deciso di salire sugli alberi e gridare “Io non scendo”, i loro racconti si intrecciano alle fotografie anonime di volti sconosciuti, scattate dalla fine dell’Ottocento agli anni ’70 del Novecento.
L’albero è una scelta? Un luogo di libertà? È uno sguardo sul mondo che consente di coglierne i dettagli e mettere in discussione ciò che fino ad allora è apparso scontato e ovvio?
Chi c’è prima di queste storie? Chi è l’antecedente letterario dei racconti finora esplorati?
C’è Cosimo Piovasco di Rondò, il bambino ribelle della letteratura, a dodici anni disobbedisce al padre, sale su un albero e promette: “Io non scendo più!”
Qui proponiamo un adattamento del romanzo, il Barone è raccontato con un graphic novel, Sara Colaone utilizza il testo originale di Calvino riproponendolo in didascalia e operando i necessari e coraggiosi tagli.
2. Italo Calvino, IL BARONE RAMPANTE. Romanzo a fumetti. Adattamento e disegni di Sara Colaone, Mondadori, 2023
Cosimo terrà fede alla sua promessa per tutta la vita e vivrà sugli alberi come gesto di libertà e di indipendenza, le bambine e le donne vanno sugli alberi perché sono spesso lasciate a terra.
L’albero è emancipazione, immaginazione e disobbedienza. Cosimo dimostra che si può vivere diversamente, le donne che possono occupare quello spazio di libertà. Alle donne è stato spesso detto di non arrampicarsi, di essere prudenti, andare e restare sull’albero è un gesto che mette in discussione un modello educativo, è un’affermazione delle donne di guardare il mondo da un’altra prospettiva.
Le storie belle non hanno età, cambiano prospettiva e parlano a tutti e a tutte.
Partendo dall’uno o dall’altro, quali i libri che voi fareste dialogare?

#03 LibriInCircolo
Questa settimana abbiamo letto un libro e aperto una scatolina.
Lo stesso gesto per entrare in una o più parole, scoprire che dentro c’è il mondo e custodirlo.
Le parole sono contenitori di significato, non descrivono il mondo, e non unicamente, ma lo conservano, lo interrogano e lo consegnano alle nuove generazioni.
Possono racchiudere un’intera epoca, lasciare tracce del tempo, custodire identità, affetti e memorie.
Basta pronunciarne una perché riaffiorino luoghi, oggetti, gesti e storie che credevamo dimenticati.
Un libro che guarda al passato con uno che trasforma lo spazio domestico in un’esperienza poetica, immaginativa, per raccontare la nostra nuova ac-COPPIA-ta abbiamo giocato con due parole che iniziano con la stessa lettera: la C.
C come Cose.
- Biagio Russo, COSE DELL’ ALTRO SECOLO. Oggetti, pubblicità e luoghi del Novecento visti da Sud, illustrazioni di Daniela Pareschi, Lavieri, 2026
È il Sud della Basilicata, è il sud di un piccolo paese della provincia di Potenza, Spinoso, luogo natale dell’autore. Avrebbe potuto essere uno dei tanti paesi lucani, perché parla una lingua universale, quella della memoria, delle abitudini e dei gesti quotidiani.
La nostra memoria non vive solo di grandi eventi: abita una stanza, un oggetto dimenticato, uno slogan, una scatola, non è nostalgia ma un luogo da abitare.
Il libro è organizzato in tre sezioni: oggetti, luoghi e pubblicità diventano frammenti di memoria, capaci di raccontare chi siamo stati e chi continuiamo ad essere.
Gli oggetti custodiscono gesti e abitudini, i luoghi raccontano un modo di vivere, le pubblicità restituiscono i sogni, i desideri e il linguaggio di un’epoca.
Le parole dell’autore incontrano i colori, le atmosfere e i dettagli dell’illustratrice Daniela Pareschi che raccoglie la memoria e la riconsegna attraverso le immagini, restituisce il tempo raccontato anche per i luoghi che non le appartengono per storia e per geografia.
C come Casa.
- Testo di Nadeesha Uyangoda, Casa, illustrato da Sara Menetti, Effequ, 2022
Nella collana Scatoline, da un’idea di Silvia Costantino, Vera Gheno, Francesco Quatraro, ogni volume sceglie una parola e la apre come una scatola, per dimostrare che dentro un termine si nascondono storie, idee e domande.
Si può prendere una parola e trasformarla in una piccola esplorazione filosofica, culturale e narrativa, a misura di bambini e bambine.
Casa si e ci interroga su cosa significhi abitare. Non è soltanto uno spazio, è un modo di vivere, lì i gesti e il linguaggio si intrecciano e si compiono.
La casa è l’archivio della vita: gli oggetti che usiamo, le immagini pubblicitarie che hanno accompagnato e che accompagnano intere generazioni e i luoghi già percorsi e quelli futuri.
Quante vite può custodire una sola parola, un solo oggetto, un luogo, una pubblicità?
#04 LibriInCircolo
#05 LibriInCircolo
#06 LibriInCircolo
Torniamo dopo una settimana. Di paura, di speranza, di silenzio, di abbracci e di lacrime.
Intenti a pubblicare il nuovo contenuto, la nostra sesta ac-COPPIA-ta, accadeva che la vita ci costringeva a fermarci.
Una persona a noi cara non c’è più.
E quei titoli, scelti giorni prima, ci sono stati accanto. Senza che lo sapessimo, erano lì, con le loro parole, a fare compagnia a quello che stiamo vivendo.
Stavamo giocando al gioco del titolo a staffetta? Lo conoscete?
Si mettono in successione i titoli dei libri, così da sembrare un unico titolo.
Non abbiamo giocato come immaginavamo, ma i titoli hanno dialogato grammaticalmente e il risultato è stato:
CHE COS’È LA VITA. CARO ME DEL PASSATO, ME LA PAGHERAI!
CARO ME DEL PASSATO, ME LA PAGHERAI!CHE COS’È LA VITA.

- Guridi, Che cos’è la vita, Kite Edizioni, 2018
Illustrazioni chiarissime, frasi brevi, poche parole a racchiudere i sensi di cui andiamo sempre alla ricerca. Non ci sono risposte definitive e uniche, ci sono moltissime domande: una tra tutte, quella che ci insegna che la vita è come una strada che non è sempre dritta.
Le difficoltà si superano, le inversioni di rotta ti ricordano che un libro è come la vita.
La vita si apre davanti al protagonista: viene osservata attraverso interrogativi, immagini e associazioni. È un percorso fatto di strade, di possibilità, e di forse.
Le esperienze, le relazioni e le trasformazioni rendono viva la prossimità, la socialità, la fame di comunità a noi tanto cara.
Interrogare l’esistenza ci permette di viverla non di spiegarla.

2. Andrijana Grgičevic, illustrazioni di Melvin, traduzione di Elisa Copetti, CARO ME del PASSATO, me la PAGHERAI! Sinnos, 2025
La vita è fatta di presente, passato e futuro. È un dialogo, una lettera, un memento che il protagonista, Peter, rivolge al bambino che è stato. La vita qui viene letta a ritroso: il presente si rivolge al passato, il Peter di oggi mette in guardia il Peter del passato del percorso che lo attende, lo avverte delle sue paure, dei desideri e degli errori commessi, gli parla di ciò che oggi sa. Il Peter di ieri non può sapere nulla della vita che il Peter di oggi ha vissuto.
Il punto di contatto, per noi interessante, è il protagonista che, in entrambe le storie si interroga sulla vita, su chi si è e su come si diventa, utilizzando una diversa prospettiva.
Gli interrogativi della settimana che vi lasciamo sono:
Chi siamo? E chi diventiamo? In mezzo una distanza e tutta la continuità.
Il rapporto tra la vita che ancora non conosciamo e quella che attraversiamo e impariamo ad interrogare. L’esistenza in sé chiama e il sé della vita risponde.
In questa pagina ci facciamo domande, senza cercare mai risposte, non scegliamo nulla per la trama o per l’argomento ma per la bellezza delle parole, delle immagini con cui si raccontano le storie. Nessuna soluzione facile, solo la categoria del possibile come nostro punto di riferimento.
In questo caso, a Guridi che illustra “la vita pervasa di momenti oscuri”, rispondiamo con le parole di Mariapina, splendida figlia, sorella, nipote e amica, che sono le più vere, le più intime e più vicine alla realtà: “La vita (e l’amore) sono l’eternità più un giorno”.
Il mondo salvato dai ragazzini che ci ricordano come si fa a stare dentro la vita.


